Botellon, in 7 mila a brindare nonostante il terremoto

Alcol, canti e balli fino a notte fonda: «Che senso aveva restare a casa?». Una ventina di giovani fermati con droga. Altri 25 in ospedale in coma etilico. Sopralluogo del sindaco con la scorta

    di Enrico Ferro

    PADOVA. Il prefetto: chi? Il sindaco: chi? Il terremoto in Emilia: cosa? A questi ragazzi potete toccare tutto ma non l’alcol, la festa, la confusione fino all’alba. Settemila persone in Prato della Valle per il famoso, pardon, famigerato Botellón. Una festa del basso, come la definiscono loro, un “evento 2.0”: organizzato, convocato e pubblicizzato interamente tramite i social network (Facebook e Twitter). E così ieri sera si è vista ancora una volta la forza della rete, del web, del popolo di internet. Nonostante l’invito di sindaco e prefetto a non prendere parte all’evento in segno di rispetto per le vittime del terremoto, in Isola Memmia si è creata la solita bolgia.

    «Che senso aveva rimanersene a casa?», chiede Alessandro, 23 anni di Padova, studente di Medicina all’Università di Ferrara, uno dei promotori dell’iniziativa, colui che ha “trattato” le condizioni con il sindaco Flavio Zanonato, «ritengo che moralizzare ad ogni costo sia fuori tempo e fuori luogo».

    E allora eccoli, con le magliette colorate con il marchio di fabbrica “Padova 2012 Botellón” e gli zainetti pieni di bottiglie e bicchieri. Controlli permettendo però. Sì, perché le forze dell’ordine (polizia, carabinieri, guardia di finanza e vigili urbani), hanno chiuso tutti i varchi di accesso al Prato, istituendo sbarramenti per il controllo degli zaini. Massimo un litro a testa, non di più. In via Roma c’era forse la situazione più critica, con centinaia di giovani fermi davanti al cordone di sicurezza creato dagli agenti del reparto mobile.

    Come era prevedibile c’è anche chi la festa l’ha finita in anticipo. Oltre una ventina di ragazzi infatti sono stati beccati dai cani anti-droga con piccole dosi di marijuana e hashish. Quindi sono stati portati in Loggia Amulea, controllati, denunciati e rispediti a casa. Il bilancio finale conta anche di 25 ragazzi in coma etilico finiti in ospedale.

    Per il resto, se estrapolata dal triste contesto del dramma di questi giorni, la festa è stata bellissima: un tripudio di colori, di fantasia, una sfida alla trovata più originale, alla performance più chiassosa. Chitarre, tamburi, giocolieri, improbabili cantanti ma soprattutto grandissimi bevitori. Rum e Pera, Vodka e Lemonsoda, vino, birra, liquore alla liquirizia. C’è anche chi ha lasciato le caramelle alla gelatina tutto il giorno immerse nell’alcol, per avere a disposizione qualcosa da sgranocchiare.

    Poco prima di mezzanotte è arrivato in Prato anche il sindaco Flavio Zanonato con la scorta per controllare la situazione insieme al questore Vincenzo Montemagno. Il sindaco: chi? A questi ragazzi potete toccare tutto ma non l’alcol e la festa.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    31 maggio 2012

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