Nuovo ospedale di Padova «Nel 2013 parte il cantiere»

Luca Zaia ottimista: entro l’anno la giunta regionale chiuderà il bando di gara e sceglierà il pool d’imprese cui affidare i lavori del futuro policlinico

    Il bando di gara per la costruzione del nuovo ospedale nell’area ovest di Padova è quasi pronto: tra qualche mese partiranno i lavori. Luca Zaia, «governatore» del Veneto, promette di bruciare le tappe e chiudere la procedura già entro il 2012, recuperando così il tempo perso nel primo anno di passaggio di consegne con Giancarlo Galan, che sul nuovo ospedale aveva ipotizzato un maxi-investimento di 1250 milioni di euro. Dopo aver girato pagina e azzerato la procedura-Galan, ora si fa sul serio.

    «Sarà il regalo sotto l'albero di Natale per i padovani», assicura Luca Zaia. «Quando abbiamo preso in mano le carte lasciateci in eredità dalla giunta regionale precedente, la pratica del nuovo policlinico universitario era a zero», continua Luca Zaia, «noi stiamo lavorando a testa bassa e siamo partiti dall'inizio perché nei cassetti non abbiamo trovato nessun progetto. Entro il 2012 si sapranno i nomi del pool di imprese chiamate a realizzare la nuova struttura sanitaria».

    Il nuovo policlinico verrà a costare 650 milioni di euro, si tratta di capire quanti ne metterà la Regione e quanti invece arriveranno dal project-financing. Il governatore Zaia ha anche commentato la vicenda della scuola di specializzazione di Reumatologia, un’eccellenza della facoltà di Medicina di Padova diretta dal professor Leonardo Punzi. Dopo un estenuante braccio di ferro legale, il ministro Profumo l’ha assegnata a Verona con profonda insoddisfazione dell’ateneo padovano.

    «Non parliamo di potere e di lotta politica con Verona ma solo di necessità. E' d'obbligo la condivisione e il dialogo per favorire pazienti e studenti. Il Veneto cresce se tutti collaborano perché si sa bene che insieme si fa molta più strada», ha detto Zaia, a margine del convegno organizzato a Godega di Sant'Urbano dalle famiglie di Davide Bazzo e Vanni Gava, due ragazzi che ce l'hanno fatta grazie ai trapianti d’organo.

    All'incontro hanno partecipato due luminari del settore: Francesco Calabrò, del centro regionale trapianti e Federico Rea di chirurgia toracica del policlinico di Padova. 400 sono stati i partecipanti all'evento benefico di racconta fondi: gli oltre 7.500 euro raccolti con la preparazione di uno spiedo gigante, sono stati devoluti all'ambulatorio di fibrosi cistica di Treviso, all'unione trapianati polmoni di Padova e all'associazione ricerca Istiocitosi. I temi trattati sono stati diversi: in primis le nuove tecnologie utilizzate nel trapianto; poi le prospettive della medicina e della ricerca in questo campo. Largo spazio è stato dato anche alla testimonianza di una donna, operata nove anni fa a Padova e autrice del libro «Respirare ancora».

    «E' una forte emozione essere qui e ricordare la mia esperienza vissuta prima, durante e dopo il trapianto», dice Giovanna Corder, trapiantata di polmone, «sono grata per il dono che mi è stato fatto da un'altra donna di Torino. Lei ha perso la vita ma ne ha donata una a me. Spero che la mia esperienza aiuti a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza di donare degli organi».

    Oltre alle relazioni dei professori Francesco Calabrò e Federico Rea, la dottoressa Monica Loy, chirurga toracica all'ospedale di Padova, ha trattato scientificamente il tema di trapianto ai polmoni.

    28 maggio 2012
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