Parapiglia davanti alla filiale della Cassa di Risparmio di Salboro. Fabio Danieli, 34 anni, picchiato da un ragazzo rumeno: caccia all’uomo
Picchiato davanti allo sportello bancomat da un individuo che aveva appena tentato di applicare un apparecchio per la clonazione delle tessere. Fabio Danieli, 34 anni, di Albignasego, dipendente della Cassa di Risparmio del Veneto, ha pagato caro il gesto di coraggio: è stato colpito con un pugno dal ragazzo probabilmente rumeno che aveva appena identificato come responsabile della tentata truffa.
È accaduto lunedì pomeriggio davanti alla filiale della Cassa di Risparmio di Salboro. Il trentaquattrenne si era fermato lì davanti per prelevare denaro contante verso le 17.30. Poco prima di inserire la sua tessera bancomat però si è reso conto che c’era qualcosa di strano in quella colonnina. Muovendo con forza la fessura in cui vanno inserite le card è riuscito a staccare la plancia, scoprendo che era stato applicato un apparecchio skimmer per la clonazione. D’istinto ha iniziato a guardarsi intorno, avendo la netta sensazione che il congegno fosse appena stato applicato. Ed era proprio così.
Fabio Danieli si è accorto che lì vicino era stata parcheggiata un’utilitaria e che all’interno c’era una persona stesa con i sedili reclinati, quasi per volersi nascondere. Così si è avvicinato e ha bussato sul finestrino. Per tutta risposta il proprietario dell’auto si è alzato, ha aperto lo sportello, è sceso e l’ha colpito con un pugno in faccia. Poi è salito nuovamente a bordo ed è fuggito. Ma il trentaquattrenne non si è perso d’animo, e si è lanciato all’inseguimento dell’aggressore.
Contemporaneamente ha telefonato al 112, segnalando ciò che era appena successo e fornendo ai carabinieri una dettagliata descrizione del fuggitivo e della sua auto.
L’indagine è stata affidata ai carabinieri della stazione di Albignasego, dove poi è stata presentata la denuncia di quanto avvenuto.
Nel tardo pomeriggio di lunedì Danieli si è fatto vivo anche in pronto soccorso per una medicazione. Non è escluso che i militari dell’Arma riescano a individuare l’aggressore. Potrebbe trattarsi di un ragazzo rumeno, da sempre i più esperti in fatto di clonazione di tessere bancomat e carte di credito.
Ovviamente l’apparecchio staccato dalla sportello automatico della filiale di Salboro è stato consegnato in caserma e posto sotto sequestro per gli accertamenti tecnici. Si tratta del solito apparecchio skimmer in grado di leggere la banda magnetica delle card inserite e di trasferirla poi in una memoria in grado di “impressionare” le tessere vergine.
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