«I dati ce lo confermano: i reati sono in calo»

Il discorso integrale del questore Vincenzo Montemagno

    Il mio più cordiale benvenuto al Sig. Presidente del Senato della Repubblica Renato SCHIFANI che, con la Sua presenza onora la Polizia di Stato di Padova e rende ancora più solenne questa cerimonia.

    Un particolare saluto al sig. Prefetto di Padova, agli Onorevoli Senatori e Deputati della Repubblica, a tutte le Autorità regionali, provinciali, comunali, militari, religiose e a tutti gli intervenuti alla cerimonia del 160° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato.

    Ringrazio per la presenza l’Associazione Nazionale della Polizia di Stato e le Associazioni Combattentistiche e d’Arma.

    Un deferente omaggio porgo al gonfalone dell’Università di Padova, medaglia d’oro al valor militare e un sentito riconoscimento ai gonfaloni del Comune e della Provincia di Padova.

    Ho il privilegio, a nove mesi dal mio insediamento nella carica di Questore della Provincia di Padova, di celebrare l’annuale Festa della Polizia in questa incantevole città dall’indiscusso spessore storico, culturale, architettonico ed artistico, in un contesto di territorio con caratteristiche similari. Padova e la sua provincia si sono sempre distinte per dinamicità, autonomia decisionale organizzativa, laboriosità essendo così da sempre artefici del proprio destino.

    La scelta del luogo ove stiamo celebrando la cerimonia, Centro San Gaetano Altinate, oltre che dalla bellezza del sito e dal suo trascorso storico, oggi centro culturale e di socializzazione, è stata dettata dalla volontà di ribadire la forte integrazione tra la Polizia di Stato e le realtà più significative ove opera.

    Con i suoi 160 anni di storia la Polizia di Stato rappresenta un presidio di affidabilità e autorevolezza al servizio del Paese, impegnata a fornire da sempre risposte concrete alla pressante domanda di sicurezza che proviene dai cittadini e dalla società civile.

    Una storia intessuta di coraggio come quella di tutti i poliziotti che sono presenti nelle strade e nelle piazze per contrastare la criminalità e per garantire la libera convivenza. Storia di coraggio, laddove la parola coraggio trae nutrimento dal passato, dal sapere e dalla cultura di una nobile Istituzione.

    Una storia di passione, di lotta al crimine e di soccorso alle popolazioni, di dedizione ai cittadini e di silenziose rinunce, una storia di uomini e donne che, usando una felice espressione, hanno “vestito il dovere”, spesso fino all’estremo sacrificio nella difesa della legalità e del bene comune.

    Storia anche di innovazione da quel lontano 1852 quando nacque il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, che ha visto la Polizia sempre al passo con i tempi, seguendo le vicissitudini e i mutamenti della nostra Nazione, adattandosi alle necessità che i risvolti storici richiedevano.

    In tale contesto, la innovazione più importante, rivoluzionaria e culturale si ha nel 1981 con la legge 121 che sancisce la smilitarizzazione della Polizia, riconosce i sindacati e, concretizzando pari opportunità, fa accedere a pieno titolo nei ruoli le donne che, fin da subito dimostrano il loro valore.

    Una evoluzione continua, che proseguirà anche negli anni seguenti con slogan indirizzati tutti a consolidare il rapporto con la società civile quali “vicini alla gente” o “c’è più sicurezza insieme” e con l’ampliamento collaborativo richiesto ai cittadini e a tutti gli attori del territorio, ognuno per le proprie competenze, con l’introduzione di nuovi concetti quali la sicurezza partecipata, ampliando il rapporto con la cittadinanza con il realizzarsi della polizia di prossimità, di cui il Poliziotto di Quartiere ne è la più significativa espressione.

    Innovazione culturale certo, ma anche tecnologica gestita da personale sempre più preparato, competente e aggiornato che consente alla Polizia di confrontarsi in un ambito sempre in continua evoluzione, così da poterne estrapolare le utilità in campo operativo.

    Ma la celebrazione di oggi, è un momento di incontro con la città a cui è doveroso fornire un quadro generale sui risultati raggiunti dalla Polizia di Padova in tutte le sue articolazioni.

    Tutti questi elementi sono riportati in appositi opuscoli a disposizione di tutti gli interessati. Certamente, gli ultimi eventi criminali verificatisi nel nostro territorio, taluno conclusosi tragicamente, hanno creato un senso di preoccupazione per le modalità di esecuzione, aumentando la richiesta di sicurezza da parte della collettività su cui sicuramente sarà data adeguata risposta. Ciò nonostante, sotto il profilo meramente statistico è opportuno precisare che complessivamente il trend dei reati in percentuale dei primi quattro mesi del 2012 fa ben sperare essendo, se confrontati, proporzionalmente inferiori al totale complessivo di riferimento del 2011.

    La produttività della Questura di Padova, relativa al periodo maggio 2011-2012, evidenzia complessivamente 539 arresti e 1.846 denunce in stato di libertà.

    Le “Volanti”, inserite nel contesto dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico integrate con quelle del Commissariato “Stanga” hanno eseguito 210 arresti in città, per reati di diversa natura quali spaccio di droga, rapine, furti e reati contro la persona. Una attività diuturna, con innumerevoli controlli ed identificazioni, coordinata dal Centro Operativo, con interventi mirati, anche su segnalazione dei cittadini che, tramite l’utenza 113, che ha ricevuto circa ottantamila telefonate, forniscono indicazioni utili immediatamente riscontrate.

    In ordine al sistema di controllo del territorio che ha subito modulazioni nell’attuazione, agli apparati già esistenti; volanti, pattuglie eco, pattuglie del Reparto prevenzione crimine, sono state avviate iniziative aggiuntive.

    Mi riferisco all’implementazione assicurata dal camper, concepito quale struttura mobile che, al di fuori da schemi prefissati, è in grado di recarsi in quelle zone del territorio ove risulta necessaria una presenza.

    Rientra ancora in tale contesto, l’apporto di pattuglie cinofile ed ippomontate, cui si è fatto ricorso per dare risposte a porzioni di territorio, che esigono interventi efficaci nonostante la peculiarità delle zone da controllare.

    L’obiettivo, è quello di ampliare il sistema di controllo del territorio con, ove possibile, più risorse in modo da dare una più efficace risposta e consolidare ulteriormente i rapporti con la cittadinanza e le sue espressioni. Nello specifico mi riferisco all’importante collaborazione instaurata con le sei circoscrizioni di quartiere del capoluogo. Sono stati infatti avviati frequenti incontri con i rappresentanti dei quartieri cittadini ed individuati funzionari, incaricati di un costante interscambio di informazioni con le dette componenti, al fine di realizzare la trasposizione delle esigenze più sentite, nella quotidiana azione preventiva che diviene così risposta più efficace ed aderente ai bisogni della collettività.

    Conseguentemente il sistema di controllo interviene tempestivamente rispondendo così alla sua funzione concepita quale organo servente della comunità.

    Nel contrasto alla criminalità, la Squadra Mobile ha eseguito 304 arresti con operazioni significative nell’ambito dello spaccio e del traffico di droga, di reati contro il patrimonio e la persona, che per efferatezza e violenza hanno destato allarme sociale, individuandone gli autori.

    Intendo riferirmi a scopo indicativo, alla rissa fra extracomunitari verificatasi nell’estate trascorsa in stazione, alle aggressioni consumate al Portello, alle rapine perpetrate nei confronti di una nota gioielleria e di un negozio di abbigliamento, ambedue ubicati in centro, identificando negli ultimi casi elementi con matrice associativa rumena e campana.

    Va inoltre rammentato, l’impegno sviluppato dall’ufficio investigativo nell’azione di contrasto allo spregevole fenomeno dello sfruttamento del corpo delle donne, con interventi repressivi, volti non solo ad assicurare alla giustizia gli autori del delitto, ma anche al sequestro degli appartamenti, utilizzati per la consumazione dei reati.

    La struttura investigativa non ha tralasciato di monitorare eventuali soggetti appartenenti a organizzazioni di stampo mafioso, procedendo, su delega dell’Autorità Giudiziaria siciliana e calabrese, al sequestro di un immobile e traendo in arresto tre soggetti colpiti da provvedimenti restrittivi.

    Segnali questi che hanno meritato un approfondimento e alta attenzione soprattutto per il pericolo di infiltrazioni nel tessuto economico, potenzialmente favorite dall’attuale situazione critica e dalla scarsità di liquidità sul mercato. Allo stato però il territorio, chiaramente appetibile, appare non colpito dai concetti di omertà e intimidazione tipici del 416 bis. E’ costante però da parte di tutti gli apparati investigativi delle Forze di Polizia una particolare attenzione alla problematica, per individuare e reprimere qualsiasi tentativo in merito, in considerazione delle molteplici sfaccettature che presenta l’aggressività mafiosa.

    A proposito di Forze di Polizia intendo ribadire la perfetta sinergia ed intesa istituzionale che esiste tra la Questura, Comando Provinciale Carabinieri e Comando Provinciale della Guardia di Finanza, che si concretizza ulteriormente in un’azione di coordinamento in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto ed indirizzato dal Prefetto di Padova.

    Accanto all’opera investigativa e repressiva della Squadra Mobile si è aggiunta parallelamente l’azione della Digos della Questura di Padova che ha ampiamente e puntualmente assolto il compito di informazione e investigazione, e di contatto con le realtà politiche e sociali presenti nel territorio, nonché attuando una capillare attività di controllo nell’ambito delle realtà antagoniste e analizzando l’attuale situazione sociale, che può essere spunto, da parte di culture estreme, mai sopite, di atti violenti di cui Padova ha ancora presente il triste trascorso storico.

    Voglio citare inoltre un aspetto che merita di essere evidenziato, la Squadra Tifoseria, unità operativa della Digos specializzata nel dialogo e nel contatto con le tifoserie locali e che, quest’anno, ha seguito il campionato calcistico di serie B.

    Un’attività che tengo a rimarcare è l’azione eseguita, contro l’immigrazione clandestina presente nel territorio cittadino, riconosciuta come “modello Padova”. E’ stata compiuta, una attenta individuazione di tutti quei soggetti che operavano con spavalda arroganza, commettendo reati contro il patrimonio, violenze, spaccio continuo di droga, creando così insicurezza tra i cittadini, e insistendo in alcune zone di quartiere dove puntualmente esercitavano il malaffare. Ebbene nei loro confronti è stata intrapresa una sistematica azione di localizzazione, e di immediato accompagnamento ai CIE o alla frontiera che ad oggi si può numericamente quantificare in 278 individui, tutti pluripregiudicati pericolosi e taluni stanziali in città addirittura da anni. Un’azione di bonifica del territorio, eseguita nel rispetto della normativa vigente, che ha dato soddisfacenti risultati ma che presenta un percorso ancora lungo che, nonostante la notevole onerosità, proseguirà con il continuo impegno di tutti gli uffici che sono sistematicamente chiamati a concorrere.

    Un discorso a parte va fatto per l’ordine pubblico. Quella padovana è una realtà vivace, direi “effervescente” con una comunità caratterizzata da grande laboriosità e da un tradizionale rispetto per le istituzioni, qualità che hanno concorso a creare condizioni per lo sviluppo economico e culturale di questa provincia tra le più positive. I servizi di ordine pubblico effettuati sono stati ben 715 nel loro complesso con il fondamentale contributo del Reparto Mobile di Padova.

    In tale contesto la Questura di Padova ha dimostrato di saper pianificare con efficacia, equilibrio e con autorevolezza, ma sempre con approccio improntato al dialogo e alla collaborazione istituzionale, l’evolversi delle manifestazioni senza ripercussioni sulla sicurezza pubblica.

    Certo, i tempi immediati ci vedranno ulteriormente impegnati nella gestione dell’ordine pubblico, poiché la crisi economica, con i suoi effetti negativi sta concretizzando, come è evidente, l’aggravarsi delle tensioni sociali. Ci auguriamo ancora, di avere un confronto con i vari interlocutori aperto e costruttivo, che possa contemperare l’interesse e il diritto di manifestare con la necessaria sicurezza pubblica.

    Mi avvio alla fase finale dell’intervento e desidero ringraziare la Magistratura padovana per gli impulsi costruttivi e di direzione investigativa forniti alle indagini dalle quali sono scaturiti risultati importanti.

    Di tutte le operazioni portate a termine e delle attività svolte è stata sempre data ampia informazione alla stampa, i cui rappresentanti costituiscono il collegamento migliore tra la Polizia e l’opinione pubblica, e dai quali riceviamo stimoli e intelligenti chiavi di lettura degli eventi di interesse pubblico.

    Ringrazio altresì le OO.SSdi Polizia per la collaborazione avuta per la soluzione di talune problematiche pur nel rispetto del loro ruolo, così come le Organizzazioni Sindacali dell’Amministrazione Civile dell’Interno.

    Ringrazio inoltre le specialità che ancora non ho menzionato: la Polizia Stradale, la Polizia Postale, la Polizia Ferroviaria che nell’ambito della Stazione ha eseguito 67 arresti, nonché il Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica.

    Tutti gli uffici hanno raggiunto gli obiettivi prefissati e quindi un sentito grazie di cuore agli uomini e alle donne della Questura di Padova, per il lavoro svolto e ai Funzionari che mi hanno accompagnato con lealtà e professionalità in questi nove mesi.

    Ringrazio il Sindaco e la Presidente della Provincia per il sostegno fornito e la vicinanza manifestata alla Polizia di Stato padovana.

    Un commosso pensiero a tutti i caduti della Polizia e a quelli di Padova che costantemente commemoriamo mantenendo vivo il loro ricordo e il sacrificio reso alla città.

    La mia mente va alle ultime tragiche vicende che hanno colpito la nazione: al grave evento sismico che ha provocato lutti e danni e che ha marginalmente interessato anche la Provincia di Padova e la Regione Veneto e a Brindisi, al turbamento che tutti noi abbiamo provato il 19 maggio e ci stringiamo alla città offesa, al dolore dei genitori di Melissa e a tutti i feriti.

    Un abbraccio infine ai giovani presenti, consapevole che tutti noi abbiamo l’obbligo morale e il dovere civile di dare loro in eredità un patrimonio di valori, tradotto in fatti concreti solida base di una vita comunque migliore.

    Tutto è migliorabile e perfettibile e questo è l’impegno che si assume la Polizia di Padova. Ringrazio i cittadini, rinnovando con loro, in questa sede, il patto di legalità e pertanto grido con forza e convinzione:

    Viva Padova e la sua Provincia;

    Viva la Polizia di Stato;

    Viva l’Italia.

    26 maggio 2012

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