Gatta crudelmente impallinata e resa cieca

È stata letteralmente imbottita di piombo: i veterinari di Perarolo che la stanno curando hanno individuato 14 frammenti di metallo, 11 piantati nella testa e 3 nel corpo. Uno ha reciso il nervo ottico e la povera micia ora non ci vede più

    di Giusy Andreoli

    VIGONZA. Impallinata e resa cieca, una gatta è stata soccorsa da una residente di Pianiga e portata all’ambulatorio veterinario associato Petersohn-De Marchi di Perarolo perché venisse curata. I due veterinari stanno facendo di tutto per salvarla e forse dovranno sottoporla a intervento.

    La gatta, di razza europea, ha circa 6 anni e fa parte di una colonia felina che ha trovato dimora in una casa abbandonata di via Volpino a Pianiga. Una residente si era presa a cuore la colonia e la sfamava. Da una ventina di giorni, però, la micia deperiva a vista d’occhio, non si nutriva e si era rifugiata stabilmente nell’edificio.

    L’altro ieri, vedendola peggiorare, la residente l’ha portata nello studio di via Diaz, dove la dottoressa Claudia Petersohn con il collega l’ha visitata e sottoposta a lastre. Dalle quali è saltata fuori la verità: la micia era stata vigliaccamente impallinata. «E’ emersa con chiarezza la crudeltà che lo sconosciuto autore ha usato nei confronti dell’animale», dichiara De Marchi, «non è stata casualità, hanno mirato bene».

    Sette pallini nell’orecchio, quattro nel resto del cranio (uno dei quali ha centrato il nervo ottico privando la povera micia della vista a entrambi gli occhi), altri tre pallini nel corpo di cui uno sottocute, uno nell’addome e uno nella zona sternale che le ha procurato una peritonite con rischio di avvelenamento da piombo provocato dall’ultimo nella coda.

    Se riuscirà a sopravvivere, verrà messa in adozione. Però va gestita in appartamento poiché la cecità la rende molto vulnerabile, potrebbe finire facilmente sotto le ruote di un’auto. Inoltre vanno adottate precauzioni nel nutrirla, come agganciare le ciotole di cibo e acqua perché altrimenti le rovescia. La donna che ha salvato la micia è intenzionata a sporgere denuncia.

    24 maggio 2012

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