Le prime parole dell’autista: «Era meglio morissi anch’io»

Il racconto di Lorenzo Ottaviani, 39 anni, l’autista del pullman: «Come se fosse scoppiata una ruota, ma non ho sentito il botto». È sotto choc

    PADOVA. È ricoverato sotto choc all’ospedale di Padova ma non rischia la vita Lorenzo Ottaviani, 39 anni, autista del pullmam che è uscito di strada stamattina sull’A13, provocando la morte di cinque passeggeri. È disperato per l’incidente e non riesce a darsi pace: «Era meglio morissi anch’io», le sue parole più drammatiche.

    «Non so come sia successo - racconta - Sembrava come se si fosse bucata una ruota. Ma non ho sentito lo scoppio». Una descrizione che potrebbe far ipotizzare un guasto tecnico al mezzo, che ha fatto perdere il controllo al conducente. Difficile pensare a un colpo di sonno: il pullman si era fermato un’ora prima in un’area di servizio nei pressi di Bologna.

    «Io non sono uno di quelli che guidano tutta la notte - spiega l’uomo - Rispetto sempre la regola dei 45 minuti di sosta ogni quattro ore di viaggio. Davvero non so come sia potuto succedere».

    Il fratello: "Mio padre è svenuto quando gli abbiamo detto cosa è successo".  ''Ho sentito il pullman sbandare improvvisamente a destra; pensavo si fosse bucata una ruota, e non sono più riuscito a governarlo. Poi non so cosa sia successo''. E' quanto ha raccontato al fratello Fabio, Lorenzo Ottaviani, 33 anni, l'autista del pullman coinvolto nell'incidente sull'A13. Fabio e Lorenzo sono soci nell'omonima azienda Ottaviani, proprietaria del pullman che portava da Aprilia a Jesolo ex carabinieri e loro familiari per partecipare al raduno nazionale dell'Arma. Fabio Ottaviani ha riferito di essere stato chiamato al cellulare dal fratello: ''E' successa una tragedia, corri'' gli ha detto. Fabio era già in viaggio per il Veneto: a Lorenzo spettava di portare nella località turistica veneziana il pullman, mentre per il ritorno se ne sarebbe dovuto occupare lui. Racconta Fabio, stando a quanto gli ha riferito il fratello, che erano partiti all'una da Latina e che avevano fatto sosta nell'area di servizio di San Pelagio intorno alle 7.30, circa mezz'ora prima dell'incidente.

    ''Da domani - ha detto Fabio, uscendo dal pronto soccorso dell'Ospedale di Padova dopo aver fatto visita al fratello - non farò più questo mestiere. Mio fratello poteva morire e mio padre è svenuto appena lo ha informato di cosa era accaduto''.

    05 maggio 2012

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