I dipendenti della sede di Vigonza sono tornati al lavoro, sindacato ottimista Parte la trattativa per salvare l’occupazione e concordare i trasferimenti
VIGONZA. La multinazionale americana Cargill ha temporaneamente sospeso il licenziamento di 22 dei 34 dipendenti della sede di Perarolo di Vigonza. Di conseguenza la Flai-Cgil, e la Fai-Cisl, dopo aver tenuto un’altra assemblea dei lavoratori guidata dai delegati Luciano Nante, Isabella Zago e Marta Squercino e dai sindacalisti Andrea Gambillara, Niang Boubakar( entrambi Cgil ) e da Erminio Gomiero( Cisl) hanno deciso di porre termine all’occupazione dell’azienda e da ieri mattina sono tornati al lavoro. Le parti si incontreranno martedì prossimo, 8 maggio, davanti all’assessore provinciale al Lavoro Massimiliano Barison.
«Apprezziamo il gesto dell’azienda», sottolinea Gambillara, «ma gli amministratori italiani della Cargill( con sede centrale a Milano ed altre filiali a Castelmassa, Chioggia e Padova) devono rendersi conto che il loro progetto di delocalizzare la produzione in Olanda è sbagliato. Primo: perché il costo del lavoro nei Paesi Bassi è più alto. Secondo: l’azienda di Vigonza è in attivo e possiede un tasso di qualità e tecnologia molto elevato. Terzo: non è giusto lasciare sulla strada 22 o 25 persone con famiglie a carico».
La Cargill di Perarolo produce lecitina di soia per dolci e miscele alimentari per insaccati. Lavora anche per Galbani, Ferrero, Nestlè e Rovagnati. In totale gli occupati della multinazionale con sede centrale a Minneapolis, negli Stati Uniti, sono 142.000 in 66 Paesi. In passato il gruppo alimentare americano ha acquisito anche alcune divisioni del gruppo Pagnan e alcune filiali del gruppo Ferruzzi-Gardini, tra cui lo stabilimento di Castelmasssa di di Rovigo, dove dovrebbero andare a lavorare alcuni addetti di Vigonza. (f.pad.)
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