La sorella del giovane ucciso a Civè: «Chiederò i danni»

Giunta da Roma, si è presentata ai carabinieri per riconoscere la vittima:«Non era un delinquente» . L’autopsia: morto per emorragia interna

    di Carlo Bellotto

    CORREZZOLA. Il ladro ammazzato dal tabaccaio Franco Birolo a Civè di Correzzola ora ha un nome e cognome. Il giovane ucciso con un colpo di pistola nella notte tra il 25 e il 26 aprile scorso si chiamava Igor Ursu. Era nato in Modavia il 24 gennaio del 1989. Clandestino, il primo settembre del 2008 risulta denunciato dai carabinieri di Caorle per il furto di uno scooter.

    La sorella dai carabinieri. Venerdì sera la sorella di Igor, che ha 34 anni, ha telefonato ai carabinieri di Padova. Vive e lavora a Roma da 10 anni e aveva saputo di quanto accaduto e sospettava che la persona deceduta potesse essere il fratello. Così è stata convocata in caserma e ha potuto fare il riconoscimento del cadavere. Ha raccontato che di Igor aveva perso le tracce da un po’. Ora, assistita dal penalista Massimo Malipiero, si è costituita parte offesa dal pubblico ministero Benedetto Roberti (successivamente diventerà parte civile). «Era arrivato da poco in Italia» racconta la sorella di Igor Ursu «e presto doveva andare in Austria da nostro fratello, che lavora laggiù da tempo come tecnico, per vedere di trovare un’occupazione stabile. Quella notte non so cosa sia successo, penso sia stato coinvolto da una cattiva compagnia, avranno fatto una bravata. Quello che mi sento di dire è che Igor non era un malvivente». «La nostra volontà è quella di arrivare all’esatta ricostruzione della tragedia» aggiunge l’avvocato Malipiero «e se verranno riscontrate delle responsabilità che si vada fino in fondo».

    L’autopsia. Ieri il dottor Claudio Rago dell’istituto di Medicina Legale di Padova ha effettuato l’autopsia sul corpo dello sfortunato moldavo. E’ morto per emorragia interna, il proiettile ha perforato i polmoni, il cuore ha aumentato i battiti, ma in breve è rimasto come senza sangue. All’esame era presente il perito di parte per il tabaccaio, il medico legale Davide Roncalli.

    Nuovo accertamento. Giovedì verrà dato incarico alla dottoressa Luciana Caenazzo, biologa dell’istituto di Medicina legale, di verificare le macchie di sangue lasciate da Ursu dopo essere stato colpito al petto da un proiettile calibro 9 esploso dalla pistola semiautomatica Glock. Un ulteriore accertamento disposto dal pm per ricostruire con la massima precisione dove il colpo è stato sparato da Birolo (la versione dell’esercente è che ha sparato all’interno della rivendita di giornali). A questo accertamento anche la sorella del deceduto avrà un consulente.

    Le indagini. I carabinieri del nucleo investigativo provinciale diretti dal tenente colonnello Francesco Rastelli ora stanno attendendo l’arrivo dalla Moldavia dei documenti ufficiali sia di Ursu che del complice arrestato. Continuano le ricerche dell’ogiva, che non si trova e c’è la possibilità che il proiettile che ha ucciso il moldavo sia finito contro il lunotto della Punto rubata, infrangendolo.

    Il monito di Iadanza. «Bisogna non eccedere nella legittima difesa, che è legittima, per carità, pero' si deve stare attenti a non armarsi troppo». Lo ha detto il generale Massimo Iadanza, comandante interregionale dei carabinieri.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    01 maggio 2012

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