l’opinione del questore montemagno

Assalto al blindato, il questore: «Banda di professionisti»

Vincenzo Montemagno: «Nessuna recrudescenza, questo tipo di rapine vengono commesse in tutto il Nord Italia»

    PADOVA. Sale le scale della Loggia Amulea insieme al sindaco di Padova Flavio Zanonato reduce dalla staffetta. E viene subito “rapito” dagli organizzatori della Maratona del Santo perché premi uno dei vincitori. Il questore Vincenzo Montemagno si gode qualche ora di relax in Prato della Valle. Ma è indubbio che con i discorsi si vada a finire lì. A Veggiano. Dove un commando ha sparato quasi a bruciapelo a una guardia giurata scappando con 100 mila euro. Per il responsabile della sicurezza e l’ordine pubblico della provincia di Padova la rapina non è la testimonianza di una recrudescenza della criminalità sul territorio. Né si tratta del salto di qualità di qualche banda che a causa della crisi ha alzato il tiro.

    «Questi fenomeni ci sono sempre stati», spiega il questore, «se guardiamo alla Lombardia e all’Emilia Romagna, si può notare che questo tipo di organizzazioni che assaltano i portavalori sono sempre in azione. È accaduto qui da noi e credo che le forze dell’ordine abbiano gli strumenti per vigilare e identificare i colpevoli».

    La questione è come. Montamagno non ha dubbi: «Bisogna lavorare bene sotto il profilo investigativo», risponde, «non si può pensare di prendere questi criminali immediatamente. Serve un lavoro di intelligence e di squadra».

    Montemagno, poi, cerca di delineare un profilo criminale della banda. Escludendo che si tratti di gente improvvisata. «Siamo di fronte a una batteria composta da criminalità ordinaria ma pericolosa», spiega, «persone che di lavoro fanno questo. Dalle prime informazioni che abbiamo appreso hanno agito velocemente e in maniera organizzata. E’ ovvio che si tratta di gente del “mestiere”».

    Il questore si ferma qui. Gli organizzatori della Maratona lo attendono in Prato della Valle per le premiazioni. Comunque sia, altro non avrebbe detto. È chiaro, però che i suoi uomini e i carabinieri che seguono il caso sono tutti concentrati per poter arrivare al più presto all’individuazione della banda. O almeno di uno dei componenti del commando che sabato sera sono fuggiti, tutti, illesi, a bordo di un’Audi che non è ancora stata trovata, probabilmente perché nascosta in qualche garage considerato “pulito”.

    23 aprile 2012

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