Pentita col vizio del gioco dilapida i soldi all’anziana

Siciliana di 37 anni individuata e denunciata dalla Squadra mobile di Padova Otteneva denaro dicendo di dover nutrire il proprio bimbo e di avere un tumore

    di Enrico Ferro

    Il soldi che ogni mese le fornisce il Ministero della Giustizia nell’ambito del programma di protezione non le bastavano. Non le erano sufficienti per dare libero sfogo alla sua ossessione: il gioco d’azzardo. Così una siciliana di 37 anni, collaboratore di giustizia, ha pensato bene di truffare un’anziana ottantenne prendendola in giro per quasi due anni e arrivando a dilapidarle circa 14 mila euro. La squadra mobile di Padova, coordinata dal vice questore aggiunto Marco Calì, ha spezzato questa catena di sfruttamento denunciando la donna senza scrupoli.

    L’operazione è stata avviata grazie alla rete informativa stesa dalla polizia proprio nel tentativo di impedire le truffe agli anziani. La prima segnalazione è partita dalla filiale di una banca cittadina, grazie all’attenzione del direttore che si è accorto dei frequenti ammanchi dal conto corrente dell’anziana, capace nel giro di qualche mese di dilapidare tutti i risparmi di una vita. A quel punto si sono messi in moto gli investigatori della squadra Mobile, che l’hanno pedinata fino a intercettare uno scambio sospetto in via San Fermo, la via dello shopping cittadino.

    Precisamente la siciliana è stata fermata all’uscita di una tabaccheria in cui aveva appena acquistato un Gratta e Vinci, ovviamente con i soldi dell’anziana.

    Per quel che riguarda i “prelievi”, i poliziotti hanno accertato passaggi di denaro quasi a cadenza mensile, in un’occasione anche di ben 7 mila euro.

    La donna sotto protezione aveva conosciuto l’anziana in un bar di Mortise e quando ha capito di avere di fronte una persona vulnerabile, le ha raccontato di avere un tumore e di non riuscire a sfamare il proprio figlio di 10 anni. L’ottantenne si è intenerita e ha iniziato ad elargire le prime somme, fino a svuotare quasi completamente il conto.

    Per ora gli investigatori della squadra mobile sono riusciti ad accusarla del reato di truffa aggravata ma non è escluso che possa scattare anche la circonvenzione d’incapace: l’indagine è coordinata dal pubblico ministero Sergio Dini.

    «L’appello della questura è sempre lo stesso ed è rivolto agli anziani», sottolinea il vice questore aggiunto Marco Calì, «fate attenzione ai truffatori, non fidatevi di chi vi chiede denaro».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    22 aprile 2012
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