Tre contribuenti su cento sponsor del loro Comune

Un numero crescente di abitanti dell’Alta destina il cinque per mille al municipio Il record a Fontaniva, che raccoglie 8 mila euro l’anno destinati ai servizi sociali

    di Paola PIlotto

    CITTADELLA. Nell’Alta Padovana tre contribuenti su 100 scelgono di devolvere il cinque per mille ai servizi sociali del proprio Comune. In alcuni casi, come il Comune di Fontaniva, ben 7 persone su 100 lo fanno, nonostante la miriade di enti no profit a cui presta attenzione la maggior parte dei contribuenti. I dati sono quelli del 2009, resi pubblici dal ministero dell’Interno, e riguardano la scelta, del tutto volontaria di lavoratori e pensionati, di devolvere il 5 per mille del reddito Irpef al proprio Comune per finalità sociali. Non è un caso che in un periodo di sempre più scarsa affezione verso le istituzioni, la gente rimanga comunque legata all’ente locale, il più vicino ai bisogni della persona.

    Su un territorio di 120 mila abitanti, con quasi 66 mila contribuenti, più di 2 mila optano dunque per il loro Comune, riconoscendone di fatto il ruolo che riveste, in particolare, per quanto riguarda l’assistenza, i servizi alla famiglia e le iniziative locali di solidarietà sociale.

    La possibilità di devolvere il cinque per mille dell’Irpef è stata introdotta dalla legge finanziaria del 2008 e non va a sostituire, ma si aggiunge, all’8 per mille che il contribuente può destinare alla Chiesa cattolica, allo Stato o ad altri confessioni.

    Molti Comuni, visti anche i sempre maggiori tagli di trasferimenti erariali ei vincoli normativi, hanno fatto vere e proprie campagne per indurre i cittadini a firmare per il Comune. E’ il caso del Comune di Fontaniva, che si è visto arrivare 8.032,47 euro del 5 per mille Irpef proveniente da 325 cittadini. «E’ un risultato che ci entusiasma moltissimo», ammette il sindaco Marcello Mezzasalma, «una risposta che va oltre le aspettative e che dimostra grande senso civico e affiatamento dei nostri concittadini. I Comuni hanno sempre di più le mani legate tra mille vincoli, ma ciononostante si cerca di garantire al meglio i servizi ai cittadini. Questa somma, che premia il lavoro dei servizi sociali, permette di mantenere il nostro piccolo welfare. Oltre all’assistenza in senso stretto, abbiamo due scuole d’infanzia, il trasporto scolastico che incide molto sulla spesa sociale, più tutti i servizi a tutela della famiglia, che riusciamo ad erogare grazie anche alla preziosa rete associativa».

    Al secondo posto della classifica, il Comune di Galliera Veneta con 273 contribuenti (6,98%), seguito da Gazzo Padovano con 122 (5,46%), Tombolo con 159 (3,60%) e Piazzola sul Brenta con 193 (3,07%). Fanalini di coda, San Giorgio in Bosco (1,69%) e San Pietro in Gu (1,50%).

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    15 aprile 2012
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