Arrestata per le ruberie in ospedale, era ai domiciliari col permesso di uscire per fare la spesa. Su di lei nuovi sospetti: un'infermiera l'ha riconosciuta in corsia
PADOVA. E’ stata riconosciuta l’altro giorno da un’infermiera che nel dicembre del 2009 aveva letto sul giornale la notizia dell’arresto di Paola Paganin, 55 anni, padovana, residente all’Arcella, ma domiciliata in vicolo Pastori al Portello , accusata all’epoca di aver rubato ai pazienti della Clinica IV, di Uirologia e di altri reparti (sette i furti accertati all’epoca)
Nei giorni scorsi la donna, infatti, è tornata sul luogo del delitto (in Clinica IV del Policlinico), ma stavolta è stata bloccata dagli agenti del presidio fisso di Poliizia dell’ospedale. Gli uomini dell’ispettore capo Roberto Bettella, chiamati dal personale infermieristico, hanno sorpreso Paola Paganin in corsia. La donna, alla vista degli agenti, ha tentato invano di sbarazzarsi di 14 tessere telefoniche da 10 euro ciascuna e di un cacciavite (li ha buttati in un cestino dei rifiuti). Ma è stata notata e le schede sono state recuperate. Portata in ufficio Paola Paganin è stata denunciata per porto abusivo di arnesi atti allo scasso. Ma questo è il meno: gli agenti che fanno capo alla sezione Anticrimine della questura diretta dal dirigente Eduardo Cuozzo stanno indagando per verificare se dietro gli ultimi colpi messi a segno in Clinica IV al Policlinico c’è lo zampino di Lady furto: sul tavolo dei poliziotti nell’ultimo mese, infatti, sono finite 14 denunce di furto messi a segno da ignoti sempre fra le 9,30 e le 12. E a far aumentare i sospetti nei confronti della donna c’è non solo il fatto che l’altro giorno è stata notata e bloccata proprio di mattina, ma anche che Paola Paganin, su disposizione del magistrato di sorveglianza, dopo la scarcerazione è finita ai domiciliari con divieto di allontanarsi dalla sua abitazione del Portello «se non per urgenti ragioni sanitarie, previo avviso all’autorità incaricata della vigilanza, ovvero dietro autorizzazione del magistrato di sorveglianza, ma potrà però uscire ogni giorno dalle 10 alle 12 per soddisfare le indispensabili esigenze di vita sempre nell’ambito del Comune». Dunque di fare la spesa. Il dubbio è che la «spesa» l’andasse a fare in ospedale approfittando dell’«ora d’aria» concessa dal magistrato.
Paola Paganin nel dicembre scorso era stata arrestata (era finita in carcere) perché collegata a sette razzie compiute in ospedale. La donna rubava di tutto, scassinando armadietti e cassetti delle scrivanie. I contanti andava giocarseli al Bingo dell’Arcella, i gioielli li rivendeva alle gioiellerie. E proprio in una gioielleria fu filmata mentre tentava di rivendere alcuni oggetti in oro. In totale, secondo l’indagine di allora la donna si era impossessata di contanti e preziosi per un totale di circa 10 mila euro. Inoltre era stata accusata da una sua ex titolare (in passato Paola Paganin ha lavorato come badante), di averle rubato collane, bracciali e orecchini e di aver tentato di accendere un finanziamento di 9 mila euro con i documenti della figlia.