Può capitare, un sabato mattina. Ti ritrovi serenamente ferma all'imbocco di una rotonda trafficata e, booom, una Mercedes ti tampona
Può capitare, un sabato mattina. Ti ritrovi serenamente ferma all'imbocco di una rotonda trafficata e, booom, un'auto tipo Mercedes si abbatte con energia sul posteriore della tua lattina a 4 ruote già duramente provata dalla vita. Tamponamento.
Scendi, parecchio basita visto che in quel punto e in quel momento anche il più ebete degli automobilisti si sarebbe fermato. Con curiosità e saraccando, guardi chi scende dalla macchina. Un giovinotto cinese. Il pensiero galoppa verso inaudite complicazioni burocratiche, assicurazioni chissà, capirsi poi. Lui, tra i 20 e i 30, si avvicina e un tantino arrogante emette sentenza: tu no dovere fermarti, dovele andare, no livava macchine. Polco & fola, sì che dovevo fermarmi, accidenti al sol levante, eri tu che dovevi frenare: rispondi, tentando di dare alla voce un piglio da camionista russo-se mi pesti i piedi spezzo te, tua famiglia e anche i vicini di pianerottolo. Sì sì, scusi, risponde il cinese, abbassando gli occhi. E vaaai. Gasata, procedi chiedendogli di fare la constatazione amichevole, ma quello non dà cenno di capire. Tu hai un unico, granitico, obiettivo: fare il possibile per evitare penosi tentativi di mimare il concetto di constatazione amichevole, sistemata come un palo all'imbocco di un rondò (in via Sarpi per la cronaca) in mezzo a un traffico della madonna. Intanto, dietro alla tipo Mercedes è fermo un Suv: non ci fai caso fino a quando la portiera si apre e scende una ragazza con occhiali da sole, minigonna e capelli neri lunghi.
E' fatta: almeno c’è una testimone. Cammina verso di te e tu le chiedi se per caso avesse tamponato il cinese che aveva tamponato te. Noo, nooo, dice, e si toglie gli occhiali. Per tutti i dragoni!, è cinese pure lei. E' fantastico, vien da ridere, non fosse che i due sono serissimi e, pur dicendo sì sì, scusa, continuano a cercare di piazzarti nel torto. Lei, soprattutto, che va da sé parteggia per il connazionale, attacca: "Tu hai sigaretta a metà, vuol dire che stavi fumando mentre guidavi. E' vietato da legge sai? Tu no potevi sai?", roba che chiama la narcotici.
Nella crescente confusione, tu annuisci: sì, è vero, stavo fumando, ancora un po' chiedi scusa. L'idea di chiamare i vigili tramonta rapidamente, e per la netta contrarietà dei due e per non far perdere a loro (i vigili) e a te mezza mattina. Risultato: il cinese tira fuori un rotoletto di banconote e te le caccia in mano. Così bene, fare così, così meglio. Risale in auto e repentinamente scompare. La signorina fa altrettanto. Tu resti lì, con l'arguta espressione di un folpo in umido e il rotoletto di schèi in mano. Arrivata a casa li conti: 280 euro. Poteva andare anche peggio. Dopo si scoprirà che il paraurti è da cambiare e ne costa il doppio, ma tant'è, a caval donato non è carino guardare in bocca.
Alberta Pierobon
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