Lo sciopero contro il provvedimento del governo Monti, ma corse gratis per i disabili. «Colpiti dal tram e dalla crisi. Natale durissimo»
PADOVA. Niente taxi anche in città oggi dalle 8 alle 22. La cooperativa del radiotaxi di Padova, il Corapa, ha aderito allo sciopero nazionale della categoria, dopo giorni di agitazione selvaggia, in particolare a Roma e a Milano.
La lobby delle “auto bianche” si scatena contro il decreto del governo che prevede l’istituzione di una Authority delle reti per l’assegnazione delle licenze. Tema delicato per i taxi-driver padovani (sono 150), che hanno garantito per oggi solo i servizi di emergenza, di trasporto dei disabili in carrozzina e dei ciechi. Il servizio per queste categorie sarà gratuito.
L’agitazione a Padova non prevede, tuttavia, cortei, manifestazioni o blocchi stradali. «Non vogliamo arrecare disagi ulteriori ai cittadini e per questo staremo fermi nelle nostre aree di servizio tradizionali», afferma Camillo Favaron, coordinatore dell’Assotaxi che, assieme a Fita-Cna e Upa-Confcommercio, aderisce alla cooperativa padovana.
Auto ferme a pettine si vedranno anche in Prato della Valle. L’adesione allo sciopero, affermano i responsabili della cooperativa, sarà totale. Ciò che i taxisti temono maggiormente è l’esproprio di competenze dei comuni, oggi riferimento per gli aumenti tariffari e per il rilascio delle licenze, a vantaggio della nuova authority che a luglio dovrebbe iniziare ad operare.
«A Padova siamo preoccupati perché non si capisce bene che funzione avrà il nuovo organismo che dovrà fissare i criteri standard di ogni città per garantire il servizio - afferma Giuseppe Zuin, presidente del Corapa -. In pratica città con stesso numero di abitanti devono offrire tipologie di servizi identiche. Ma una città di 200 mila abitanti come Padova ha situazioni assai diverse da un’analoga città della Sicilia o della Calabria. E’ difficile trovare un criterio unico che vada bene a tutti. Questo ci preoccupa. Discutiamo pure sul numero delle auto necessarie, ma che non ci vengano a dire che dobbiamo passare magari da 150 a 300 auto».
I tassisti padovani, tuttavia, sostengono di essere al passo con l’Europa quanto a tecnologia e a servizio offerto. «Padova è stata tra le prime città in Europa a dotarsi di un sistema di controllo all’avanguardia - spiega Favaron - anche per la sicurezza dei clienti. Lavoriamo con telecamere, con il GPS e il GPRS. E per quanto riguarda i numeri, secondo uno studio europeo, da noi dovrebbero esserci 130 auto, siamo invece sul 3-4% in più».
Quello delle licenze è un tasto molto delicato per i taxi driver. A Padova, fino a qualche tempo fa, avevano un valorenell’ordine dei 110 mila euro. Ma oggi , affermano a bassa voce gli interessati, la cifra è assai più modesta. Pesano due fattori: la crisi e il tram. «Più auto? Guardi che il Natale per noi è stato tragico, il peggiore da dieci anni a questa parte - afferma ancora il presidente Zuin - e gennaio è partito ancora malissimo. Meno vendite nei negozi, meno cene fuori e quindi meno taxi». E il tram ha portato ad un drastico calo del lavoro tra i quartieri dell’Arcella e della Guizza. «Il tram funziona, la gente giustamente lo prende e noi su questa linea intanto non lavoriamo più», aggiunge Favaron.
Pesano poi i costi fissi, valutati in 50 euro al giorno, senza contare l’uso di benzina e gomme. Secondo uno studio della Cgia di Mestre l’Italia ha i costi più elevati d’Europa, il 58% in più della Germania solo per assicurazioni. «Allora se ho costi maggiori della Germania per forza non potrò avere tariffe analoghe», conclude Zuin. E sul numero di auto viene ricordato un recente studio della Regione Veneto che ha portato Padova come riferimento regionale per il servizio.
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