Colto da infarto, muore durante la gara di pesca sportiva

Malore mortale a 46 anni per Daniele Lazzaretto mentre era al laghetto di San Pietro in Gu: sospesa la manifestazione. Gli amici: «Stava bene»

    di Silvia Bergamin

    SAN PIETRO IN GU. Stroncato da un infarto a soli 46 anni, in mezzo a oltre un centinaio di persone, durante una gara di pesca. «Un vero sportivo, una persona onesta, si faceva voler bene da tutti»: gli amici ricordano così Daniele Lazzaretto, 46 anni, residente a Fara Vicentino, in via 4 Novembre. È morto ieri mattina, a San Pietro in Gu, al lago di pesca sportiva di via Marconi. Massimo Savio, responsabile del settore agonismo trota lago della Fipsas di Vicenza, ripercorre i momenti drammatici in cui l'uomo si è accasciato. «Ieri mattina – racconta – si stavano svolgendo i campionati provinciali individuali di “trota lago” del periodo invernale. Era la prima uscita dell'anno, è iniziata alle 8.30, e a partecipare erano in 110; erano previsti 10 turni di pesca della durata di 8-9 minuti l'uno».

    Il primo turno era andato e i partecipanti si stavano spostando in un altro punto del lago, per la seconda prova. «Daniele era appena arrivato al suo posto quando i compagni lo hanno visto accasciarsi al suolo e perdere i sensi. Siamo tutti corsi verso di lui, uno dei presenti lavora in cardiologia all'ospedale di Vedelago e poi c'erano altre persone competenti in ambito sanitario, abbiamo iniziato a praticargli il massaggio cardiaco e chiamato il 118; è arrivato l'elisoccorso da Padova e un'ambulanza da Cittadella. Abbiamo tentato in tutte le maniere di rianimarlo». Un barlume di speranza: «In certi momenti sembrava desse qualche segnale di ripresa, quando è partito in ambulanza eravamo fiduciosi che si riprendesse. Ma purtroppo non è stato così».

    La gara è stata sospesa, immediatamente. «Non è servito dire nulla ai ragazzi, non è servito spiegare che la gara veniva interrotta, tutti hanno capito subito che di fronte a una tragedia simile era necessario fermarsi. In tanti anni non mi era mai capitato». Erano amici, Massimo e Daniele: «Tra di noi ci conosciamo tutti e con Daniele si era creato un bel rapporto di amicizia, in virtù della passione comune e non solo: fino al 31 dicembre scorso, Daniele era stato presidente di una società sportiva di Vicenza. Ci confrontavamo, c'era un dialogo continuo. Era uno splendido amico, scomparso in una mattinata che doveva essere di festa».

    Stefano Morelato ha raccolto il testimone di Daniele alla guida della società “Adps Laghi Verdi” di Quinto Vicentino: «Conosco bene la famiglia, Daniele era sposato con Irene. Lavorava all'Ipab di Breganze come manutentore generico. Stava bene. Non aveva problemi di cuore. Si faceva voler bene da tutti ed era presente in qualsiasi situazione. Un pescatore corretto, la sua dote come uomo e come sportivo era sicuramente l'onestà».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    16 gennaio 2012

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