Il Comitato Mura presenta il volume che ripercorre la storia del mancato «bunker» serenissimo
Un pezzo di storia. Il simbolo della Padova cinquecentesca. La suggestione di un futuro incardinato nel passato.
Per iniziativa del Comitato Mura, domani alle ore 17 nella sala Anziani di palazzo Moroni viene presentato Il Castelnuovo di Padova, la fortezza mancata (pagine 144 in brossura, 30 euro). Un’opera a cura di Ugo Fadini con testi di Patrizia Dal Zotto e Andrea Ulandi, Adriano Verdi, Stefano Tuzzato, Ugo Fadini.
Al convegno pubblico partecipano il sindaco Flavio Zanonato; l’assessore esterna Luisa Boldrin; Elena Pettenò della Soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto; Bruno Bianchi, direttore generale della Fondazione Antonveneta. Il libro sarà presentato da Edi Pezzetta, Angiolo Lenci e Pier Luigi Fantelli.
La pubblicazione promossa dal Comitato Mura costituisce la prima monografia dedicata ad un tratto specifico delle mura rinascimentali. Si tratta dell’area intorno alla chiesa di Ognissanti: destinata ad essere occupata da una nuova, grande fortezza del Castelnuovo, il vero e proprio fulcro del nuovo sistema bastionato della Serenissima. La disfatta di Agnadello del 1509 subita da parte delle truppe della Lega di Cambrai aveva comportato l’assedio di Padova: la resistenza salvò Venezia.
Di qui la decisione di fortificare quella zona strategica della città. I tre torrioni che si affaccciano ora sulle golene di San Massimo e del giardino ex Fistomba sono il Buovo (o del Portello Vecchio), il Castelnuovo e il Venier (o del Portello Nuovo). Collegati dai due “soccorsi” - i due lunghi tratti di muraglia con galleria interna - furono costruiti fra il 1513 e il 1519 su indicazione del capitano generale dell’esercito veneziano Bartolomeo d’Alviano. Sono quanto rimane del progetto che, fra incertezze, ripensamenti e proposte di modifica solo in minima parte attuate, fu abbandonato a metà Cinquecento, quando Padova aveva perso ogni rilevanza strategica nella difesa della Serenissima, ormai sicura nei suoi confini.
Il Comitato Mura ha scelto di “rileggere” la storia originale alla luce del recente presente. Tant’è che viene pubblicata la relazione dei saggi archeologici che hanno interessato l’area del Castelnuovo fra il 2006 e il 2007, propedeutici ai restauri del torrione Buovo (Portello Vecchio) e del “soccorso” meridionale, conclusisi nel 2008. «La pubblicazione appariva non solo quanto mai opportuna per l’interesse dei dati emersi, spesso inediti e non sempre coincidenti con le convinzioni degli studiosi che nel recente passato si erano interessati dell’area» ribadisce il volume.
Insomma, ritorna in primo piano quell’angolo della nostra città che fra due corsi d’acqua disegna il profilo delle mura che approda fino a Prato della Valle. Una “fortezza” che nel Duemila custodisce l’anima di Padova poi stravolta da tombinature e cementificazioni selvagge (come l’ospedale).
Così grazie all’iniziativa editoriale del Comitato Mura - che dal 1977 si preoccupa della tutela della cinta originaria medioevale e rinascimentale - si riapre il dibattito con le istituzioni sulla città futura. (r.c.)
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