PORTELLO La battaglia contro il degrado corre su due ruote. Parola di Esu, che sta predisponendo una rete capillare di bike-sharing nelle zone «calde» della città. Rastrelliere high tech ed una...
PORTELLO
La battaglia contro il degrado corre su due ruote. Parola di Esu, che sta predisponendo una rete capillare di bike-sharing nelle zone «calde» della città. Rastrelliere high tech ed una flotta di cinquecento biciclette arancioni e blu, colori simbolo dell’ente regionale per il diritto allo studio. Saranno piazzate al Portello, al Piovego, alla stazione: l’Esu vuole ripopolare di studenti zone che oggi sono segnate da microcriminalità e spaccio di droga. Imperativi categorici del commissario straordinario Rocco Bordin sono «Stop al degrado e riscoperta della città», pedalando su percorsi studiati a tavolino, lontani dal traffico, dall’inquinamento e dalle code. Bordin è già al lavoro per dar vita alle biciclettate in luoghi della città sconosciuti ai più e a rischio degrado: è alla ricerca di sponsor e di partner. Punta alla collaborazione del Comune e dell’Università «per dare vita ad un’operosa sinergia in favore degli studenti e delle loro famiglie e, più in generale, di tutti i padovani». Le pedalate targate Esu hanno diversi obiettivi: promuovere una mobilità sostenibile in linea con le direttive europee e nazionali attraverso il bike-sharing; animare zone oggi a rischio criminalità; rilanciare l’immagine di una città amica dei giovani e dell’ambiente; scoprire luoghi frequentati in passato da personaggi di prima grandezza della cultura universitaria; aprire il mondo universitario alla collaborazione con associazioni ambientaliste o culturali, con aziende dalla green economy e multi utilities venete. (fa.p.)