Il tribunale del lavoro di Roma ha decretato la chiusura dei ministeri decentrati sponsorizzati dalla Lega. Il presidente dell’Ascom di Padova era stato tra quelli che li aveva visitati
PADOVA. Vanno chiuse le sedi dei ministeri aperte a Monza. Lo ha disposto la Terza Sezione del Tribunale del Lavoro di Roma, dopo il ricorso dei sindacati Sipre e Snaprecom. "Il giudice del Lavoro, Angela Baroncini, ha dichiarato l'antisindacalità della condotta tenuta dalla presidenza del Consiglio dei ministri", si legge nella sentenza in merito allo spostamento di alcuni uffici del ministero per la Semplificazione normativa e del dipartimento per le Riforme istituzionali e ha ordinato "all'Amministrazione resistente di desistere dal comportamento antisindacale e di rimuoverne gli effetti". In altre parole, le sedi dei ministeri aperte a Monza vanno chiuse immediatamente.
“Noi l'avevamo detto subito che era una pagliacciata, fatta per prendere in giro la gente'' afferma il presidente dell'Ascom Padova, Fernando Zilio. ''Siamo stanchi di stupidaggini della politica come queste - aggiunge -, provvedimenti che non hanno nulla di etico. Intanto i nostri negozi rischiano di chiudere''. Per Zilio il mondo del commercio, come altri settori della produzione, non può più aspettare misure di riforma, come il decreto per lo sviluppo, ''che non arrivano mai''.
''Addirittura il Governo - sottolinea - ci dice che non c'è fretta''. ''Non vogliamo la politica delle pagliacciate - insiste Zilio -, che parla dei libri dei ministri, come Sacconi, e intanto non fa le riforme del fisco, dello sviluppo, della legge elettorale''. ''Siamo indignati, e tartassati - conclude - e per questo oggi, come Ascom Padova ci siamo confrontati con la Confcommercio nazionale dicendoci pronti ad iniziative forti per sostenere il cambiamento''.
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