«Un'isola pedonale al Portello»

Proposta contro il degrado: stop alle auto e una nuova piazza

    di Enrico Albertini  PORTELLO. Stop alle auto, spazio ad una nuova piazza. Con tavolini e plateatici per i bar, fino a mezzanotte. In modo da «presidiare» il territorio e far in modo che si allontanino dal Portello presenze non benvolute, come quelle degli spacciatori che da tempo hanno preso possesso della zona, con relativa disperazione dei residenti. Davanti alla porta Portello, presto, potrebbe prendere piede una larga piazza sulla via omonima, lunga fino all'incrocio con via Marzolo.  L'idea ha preso piede durante l'ultima festa organizzata dall'associazione Progetto Portello e ha trovato il coinvolgimento del Comune e dei commercianti del quartiere: davanti alla Porta Portello, tuttora in restauro, spariranno le due carreggiate dedicate alle auto. Per le vetture rimarrà solo un piccolo spazio, dove al momento ci sono dei parcheggi, per procedere su via Portello, da via Belzoni in direzione di via Loredan. Chi viene dall'altra parte non potrà più girare, giunto all'altezza della Porta, ma dovrà continuare su via Loredan per poi utilizzare una delle vie laterali.  L'assessore alle Manutenzioni Andrea Micalizzi conferma. «Ne abbiamo parlato durante la festa: mi sembra una buona idea per recuperare uno spazio e ridarlo ai residenti - ricorda - ne approfitto per aprire un percorso condiviso: i residenti e commercianti della zona ci dicano se l'idea di avere una piazza al posto della strada è buona». Anche perché le criticità da superare non sono molte: qualche parcheggio a pagamento andrebbe perduto (ma si può recuperare nelle vie attorno) e mancano i soldi per fare la pavimentazione della piazza futura.  Ma intanto si può delimitare l'area con dei paletti e con la segnaletica e posizionarci i tavolini: si può farlo in tempo molto breve. Fra poco, nella zona, riaprirà il ristorante «Al porteo», incendiatosi il 17 aprile del 2008. Ma la piazza sarà un segnale importante per il recupero del quartiere: il messaggio che si vuole far passare è chiaro. C'è bisogno che i residenti si riapproprino della propria zona: l'esasperazione per la «dittatura» degli spacciatori è alta.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    07 ottobre 2011

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