Venerdì torna la protesta con protagonisti i ragazzi delle superiori e dell'Ateneo. Dopo la rabbia contro chi governa, le proposte concrete
Uno degli slogan degli studenti
Lo scorso anno furono cinquemila, questa volta puntano ad essere ancora di più. Festosi, colorati ma anche il giusto «incazzati»: venerdì prossimo gli studenti superiori e delle università sciopereranno, aderendo alla manifestazione nazionale lanciata dalla «Rete degli studenti medi». Appuntamento alle 9 in piazza delle Erbe: il serpentone si snoderà verso il Duomo, via Barbarigo, XX Settembre, via Roma e ritorno in piazza. Davanti a tutti lo striscione «Ora parliamo noi»: messaggio chiaro. «Fra di noi è cresciuta la consapevolezza di quanto stiamo vivendo - spiega Margherita Colonnello, primo anno di università - Lo scorso anno si viveva più la rabbia dovuta agli effetti dei tagli, ora viviamo la fase delle proposte. Ci rendiamo conto che manca ascolto da parte di chi governa, e non sarebbe neanche il nostro ruolo: ma in mancanza di idee da parte della politica, ci penseremo noi a veicolare le nostre». La Rete degli studenti medi di Padova, coordinata da Sofia Caenazzo, ha preparato un documento in cui affronta la situazione dell'istruzione in Italia. Analisi e controproposte, questo il metodo. Non solo. «Puntiamo ad allargare gli orizzonti - conclude Colonnello - Ci sono temi per noi importanti come la sostenibilità, l'ecologia, il welfare, i trasporti». Giovani impegnati: la manifestazione di venerdì è appoggiata anche da Cgil, oltreché dall'Unione degli universitari, con Marco Zabai che fa delle precisazioni: «La nostra protesta sarà sempre pacifica: sassi a vetrine e cose del genere non ci appartengono - spiega - L'Italia siamo noi, in quanto cittadini. Nonostante la politica del Governo che punta a colpire solo giovani, famiglie e fasce più deboli, non riusciranno certo a tramutarci in bestie: la nostra protesta rimarrà sempre democratica». Prevista per quest'edizione la partecipazione di molti studenti dalla provincia: ci saranno delegazioni di scuole da Piove, Piazzola, Camposampiero, Cittadella, Este e Conselve. Davanti al corteo il camioncino degli studenti medi: scandirà il «ritmo» ai partecipanti con le parole della protesta. O meglio delle proposte: quelle che i ragazzi vogliono far arrivare ai piani alti. (e.a.)
04 ottobre 2011