Un cortometraggio di Italo Moscati presentato ieri al 63º Prix Italia a Torino

Le maschere di Venezia per la prima volta in 3D

    di Alessandra Lionello Per vedere le maschere veneziane in tre dimensioni, finora era necessario andare a Venezia nel periodo del Carnevale. Oggi si potranno vedere sullo schermo, grazie al corto di Italo Moscati, ovvero «Venezia Carnevale 3D - Il pianeta delle maschere», che è stato presentato ieri a Torino.  La presentazione è avvenuta al 63º Prix Italia, il prestigioso festival internazionale per la radio, la tv e il web promosso dalla Rai e dedicato quest'anno al 150º dell'unità nazionale con il titolo «Lo spettacolo della storia». «Il Festival, che propone sei giorni di spettacoli, proiezioni e convegni, vedrà la partecipazione di oltre novanta radiotelevisioni, in rappresentanza di 48 nazioni. Il cortometraggio di Moscati, che l'anno scorso aveva ottenuto 15 minuti di applausi con il «Concerto italiano», rappresenta la più recente e realistica produzione tridimensionale della Rai, ed è stato realizzato con il Centro Ricerche ed Innovazione Tecnologica di Torino e la collaborazione di «Venezia Marketing & Eventi». Proprio il gradimento riscosso nella passata edizione ha indotto i vertici Rai a chiedere al regista di riprovare l'esperienza, tentando l'avventura del 3D.  «Ho colto la sfida con entusiasmo - spiega Moscati - sia per lo stimolo della novità sia per il mio amore per Venezia, che conosco bene e a cui sono particolarmente legato, avendo vissuto per cinque anni in campo San Felice». Le riprese sono state fatte durante l'ultimo Carnevale, tra febbraio e marzo 2011. «E chiunque abbia provato l'esperienza di camminare per Venezia durante il Carnevale - racconta - può immaginare quanto sia stato complicato girare con una telecamera! Anche perché il 3D richiede una tecnica molto particolare e complessa, che prevede, tra le altre cose, di tenere sempre una certa distanza dai soggetti e che nessuno passi mai davanti alla camera...».  Insomma, un'impresa quasi impossibile, tra le calli otturate dalla folla. Eppure la troupe ce l'ha fatta e, a quanto pare, con ottimi risultati. Il corto dura circa 22 minuti e coglie con un realismo mai visto prima uno degli spettacoli più particolari e affascinanti del mondo, ossia le maschere. Ma documenta anche la città, la vita dei veneziani e delle migliaia di turisti che si mettono in maschera o improvvisano travestimenti che suscitano curiosità e meraviglia. «Le tre dimensioni, infatti, non sono solo quelle dell'immagine - prosegue Moscati - Mi piace pensare che sono tre anche i livelli di ripresa della città, o i suoi tre volti, che sono poi solo tre degli infiniti volti di Venezia, e cioè la Venezia di Rialto e San Marco, che tutti conoscono; poi la Venezia popolare e di chi ci vive e ci lavora, i sestrieri di Castello, Cannaregio e le fondamenta poco battute dal turismo; infine quella delle maschere, dietro le quali si nascondono tutti i mondi possibili».  Uno è quello dei due giovani protagonisti, che sono poi il filo conduttore del film. La storia comincia in un atelier, dove due ragazzi s'incontrano e ciascuno sceglie la sua maschera. Quindi si travestono e si reincontrano per la città. La maschera la toglieranno solo alla fine, che sarà per loro un nuovo inizio. «Ho voluto significare che il legame tra Venezia e le maschere è soprattutto un legame sentimentale. Ed è un legame molto forte».
    20 settembre 2011
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