Hind Talibi, 22 anni, studentessa universitaria, è portavoce della comunità islamica femminile di Padova. Contro di lei si è scagliata una cinquantenne. L'episodio è stato denunciato alla questura
di Claudio Baccarin
Hind Talibi con Daniela Ruffini, presidente del Consiglio comunale
PADOVA. Hind Talibi, una studentessa di Scienze politiche, di origine marocchina, figlia di Ahmed Talibi, responsabile della comunità islamica di via Anelli, è stata aggredita ieri sera, in via Santa Maria Assunta, da una donna che ha tentato di strapparle il velo. Una volta ripresasi dallo choc, la ventiduenne si è recata in Questura dove ha denunciato l'episodio di intolleranza.
La giovane, che è la referente della comunità islamica femminile di Padova, stava percorrendo a piedi, con la bicicletta a mano, via Santa Maria Assunta, nelle vicinanze del cinema Porto Astra. A un tratto è stata avvicinata da una cinquantenne, italiana, che l'ha apostrofata: «Musulmana di m..., togliti questo velo. Cosa lo porti a fare, con questo caldo».
Dalla parole, la donna è passata ai fatti. Si è avvicinata alla studentessa e ha cominciato a strattonarla per cercare di toglierle il nikap. La ragazza islamica è riuscita a divincolarsi, mentre la cinquantenne si è eclissata.
La vicenda è stata denunciata da Silvia Olivetti, un'italiana convertita all'Islam, responsabile del Movimento per la tutela dei diritti dei musulmani. «La consulente legale del nostro movimento - scrive Silvia Olivetti - sarà al fianco di Hind Talibi».
Piena solidarietà alla studentessa, rappresentante del Consiglio delle relazioni islamiche italiane, è stata espressa da Daniela Ruffini, presidente del Consiglio comunale di Padova. «Conosco Hind da tempo - afferma la Ruffini - E' una studentessa modello e una donna molto impegnata a tutela della comunità islamica. Credo abbia il diritto di vestirsi come vuole. Anche con il caldo. Anch'io ho i capelli lunghi, ma mi piace tenerli così. Quello che è successo è una gravissima mancanza di rispetto. Bene ha fatto la Talibi a recarsi prontamente in Questura e a denunciare il gravissimo episodio d'intolleranza, indegno di una città accogliente come la nostra».
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26 maggio 2011