Benedetto saluta Galan, ma lui non c'è

Giallo sull'assenza del ministro. Nessun avviso alla Santa Sede. E la mimica di Sacconi mette l’accento sul vuoto lasciato dal collega

    MESTRE. Giancarlo Galan non c'era. Il ministro che, secondo la Santa Sede - come riportato nel discorso del Pontefice - doveva rappresentare l'esecutivo a San Giuliano, ieri, sul palco riservato alle autorità, non si è visto. C'era invece Maurizio Sacconi che, quando ha sentito il Papa salutare il collega, si è guardato intorno per cercarne traccia. Senza trovarla.

    «Rivolgo un deferente pensiero al Sindaco, al ministro per i Beni e le attività culturali in rappresentanza del Governo, al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e alle autorità civili e militari che con la loro presenza hanno voluto onorare questo nostro incontro» le parole pronunciate da Benedetto XVI alla folla e, nel caso di Galan, cadute nel vuoto. La sua assenza nella zona riservata alle autorità, ha quindi alimentato immediatamente un piccolo giallo, infarcito di supposizioni, malgrado la partecipazione, non ufficializzata, del sottosegretario Giro. Scrupoloso com'è, l'ufficio stampa della Santa Sede non avrebbe esitato ad aggiornare il discorso del Papa. Ovviamente, per farlo, avrebbe dovuto essere avvisato del cambio di programma. Ma, evidentemente, non aveva ricevuto notizia del forfait dell'ex governatore.

    Puntuale invece la partecipazione del ministro Maurizio Sacconi, che ha presenziato alle celebrazioni al parco San Giuliano definendo il messaggio di Papa Ratzinger «intenso e impegnativo per i decisori: il Papa ha richiamato le radici cristiane, in quanto necessarie ad affrontare le sfide della modernità».

    Resta però la curiosità legata alle sorti del ministro padovano: quel che è certo è che si è dedicato ad altro. Impossibile, tuttavia, ottenere chiarimenti dal suo entourage. Sta di fatto che, nell'ambiente, non sono mancati i commenti caustici. Tra le ipotesi in circolazione, quella di una vecchia - e mai sanata - ruggine tra l'allora presidente del Veneto ed il Pontefice, creatasi in occasione delle vacanze di quest'ultimo in Veneto, a Lorenzago, nel 2007.

    Le malelingue sostengono infatti che, sebbene ricevuto con tutte le attenzioni del caso - in quell'occasione la Regione aveva sborsato circa 500 mila euro per accoglierlo in maniera ottimale - il Papa si fosse rifiutato di ricevere privatamente, con la famiglia, l'allora presidente del Veneto a causa della sua «situazione» personale - ovvero di uomo divorziato, padre di una figlia concepita fuori dal matrimonio - poco congeniale alla Chiesa cattolica. Sembra infatti che, malgrado il suo spirito spiccatamente liberale e laico, Galan non avesse gradito.

    Dall'ex governatore, ieri, un solo commento ufficiale, per il premio alla carriera che il Festival di Venezia tributerà a Marco Bellocchio a fine estate. Ma magari, in quell'occasione, non darà «buca».

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    08 maggio 2011
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