L'operazione anti-truffe della Guardia di Finanza: le pompe erano "sballate" così da servire meno di quanto segnato sul display e aumentare la spesa dei consumatori. Dieci impianti sequestrati per violazione delle norme di sicurezza
di Francesco Patanè
PADOVA. Cinque pompe di benzina sotto sequestro perché erogavano meno carburante di quanto segnato sul display. Sigilli anche per dieci impianti privati che non rispettavano la normativa sulla sicurezza sul posto di lavoro. Cinque i depositi di lubrificanti sequestrati con 250 mila litri di prodotto. Questi i risultati dell'operazione della Guardia di finanza di Padova, denominata "Oli minerali" e avviata all'inizio dell'anno a tutela dei consumatori e della sicurezza degli impianti.
Tre impianti finiti nel mirino degli uomini delle "fiamme gialle" si trovano lungo la tangenziale Sud di Padova, un quarto in centro storico, mentre il quinto è stato scovato sulla Valsugana a San Giorgio in Bosco. In nessuno dei cinque distributori i militari hanno riscontrato manomissioni delle pompe di carburante. Motivo per cui non è scattata la denuncia penale, bensì un'ammenda amministrativa di 600 euro. Tutte e cinque le colonnine sono state sequestrate e ritarate. Secondo quanto hanno accertato i finanzieri ogni venti litri ne venivano erogati 19,5: una "cresta" dunque di mezzo litro.
Dieci i distributori installati in aziende private che sono stati sequestrati perché non conformi alla normativa sulla sicurezza. Le aziende coinvolte sono a Rubano, Mestrino, Saonara, due a Padova (una in Zona Industriale), Santa Giustina in Colle, Maserà, San Giorgio in Bosco, Loreggia e Abano.
Sono stati una decina invece i distributori privati sequestrati - con complessivi 50 mila litri di gasolio - scoperti all'interno di luoghi di lavoro in prossimità di materiali altamente infiammabili e a ridosso di abitazioni. Scattato il sequestro degli impianti, i titolari sono stati denunciati per violazione delle norme al Testo unico sulla Sicurezza nei luoghi di lavoro e sanzionati per 60 mila euro. Cinque depositi di olio lubrificante sono stati trovati inoltre privi dei requisiti di sicurezza e gestiti da rivenditori di ricambi per auto: in questo caso sono stati sequestrati 175 mila litri di lubrificante.
I militari, al comando del colonnello Ivano Maccani, hanno effettuato oltre 300 prove di erogazione e 40 verifiche sulle apparecchiature self service. I controlli, ha spiegato Maccani, sono stati estesi anche al contrasto al riempimento abusivo di bombole per uso domestico di Gpl presso i distributori stradali. ''Una pratica scellerata, oltre che illegale, punita - ha ricordato - con la sanzione di 5 mila euro e la sospensione della licenza d'esercizio per il gestore: può provocare gravissimi danni alle cose e alle persone, con l'esplosione dei recipienti''.
20 aprile 2011