di Aldo Comello
PADOVA. Si potrebbe dire che l'iniziativa, in una situazione di tagli drastici agli investimenti che immerge tutto il Paese in un'aura di economia fino all'osso alla Quintino Sella, con una distribuzione non sempre equa tra sacrifici e privilegi, è in controtendenza, e quindi rappresenta un buon investimento per il futuro. Sono stati infatti stanziati con fondi ministeriali ed europei circa 120 milioni di euro, per l'apporto progettuale e realizzativo del Consorzio Rfx al progetto Iter. Iter è l'acronimo di International Thermonuclear Experimental Reactor, ma, in latino, è una metafora: il cammino, la via alla conquista dell'energia. L'esperimento Iter, attualmente in fase di costruzione a Cadarache nel sud della Francia è la punta di lancia della ricerca sulla fusione a confinamento magnetico. L'avvio della fase di costruzione è avvenuto con la firma dell'accordo internazionale tra Europa, Giappone, Russia, Stati Uniti d'America, Cina, Repubblica di Corea e India. Siamo nel 2006 e lo scopo è dimostrare la fattibilità scientifica e tecnologica della fusione controllata a confinamento magnetico. Iter produrrà 500 MW di potenza da fusione con un guadagno energetico pari a circa 10 volte la potenza immessa. Per fare un esempio numerico, immettendo 50 megawatt (MW) di potenza l'Iter dovrebbe produrne 500 da reazioni di fusione. Ciò deve portarci al passo successivo che sarà quello di un reattore sperimentale di potenza, chiamato Demo in grado di dimostrare su larga scala la produzione di energia elettrica. «Se tutto va bene», dice il professor Piero Martin, «quest'ultimo porterà la fusione nella sua era industriale. La costruzione di Iter è entrata nella fase operativa: il progetto è quasi terminato e sono già stati appaltati ad industrie dei sette partner i lavori per la costruzione dei principali componenti della macchina. L'Italia giocherà un ruolo chiave nella realizzazione. Alcune nostre imprese, infatti, si sono aggiudicate le gare per la costruzione degli elementi strategici come la camera di reazione ad ultra alto vuoto e il magnete per la produzione del campo magnetico di confinamento. Iter dovrebbe entrare in funzione nel 2019, ma per arrivare allo sfruttamento commerciale della fusione ci vorrà qualche decennio in più. L'orizzonte credibile è di 30-40 anni». Nella sede del Consorzio Rfx di Padova c'è un'ampia area in cui si vede una gru al lavoro. Si stanno scavando le fondazioni per costruire gli immobili che ospiteranno gli esperimenti. Non lontano c'è la grande centrale elettrica, si sente il ronzio dell'alta tensione che passa per i cavi. Ma che cosa si farà a Padova da assemblare successivamente al reattore termonucleare di Cadarache? A Padova sarà costruito e messo a punto il prototipo dell'iniettore a fasci di neutri. L'iniettore è composto di due parti: la sorgente che si chiama Spider e l'acceleratore che è stato battezzato Mitica. A che cosa serve? Il plasma di deuterio e trizio confinato da campi magnetici verrà riscaldato da sistemi a radiofrequenza e da, appunto, fasci di neutri. Il riscaldamento mediante fasci di neutri viene realizzato tramite 3 iniettori che forniranno complessivamente fino a 50 MW di potenza. Ciascun iniettore è composto da una sorgente di ioni negativi (deuterio), da un acceleratore elettrostatico, un neutralizzatore, un separatore di ioni residui. Il laboratorio in costruzione al Cnr di Padova sarà idoneo ad ospitare il prototipo e i successivi perfezionamenti. Qui la ricerca sulla fusione è condotta dal Consorzio Rfx, al quale fanno riferimento circa 150 persone con un'età media di 43 anni. E' un polo di ricerca interdisciplinare che associa l'Enea, il Cnr, l'Università, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, un partner industriale, Le Acciaierie Venete. L'attività di ricerca di fisica è integrata con quella di ingegneria, per lo sviluppo della tecnologia elettrica e delle alimentazioni, dell'analisi e progettazione termomeccanica e strutturale, dei sistemi di controllo in tempo reale e della messa in fusione di grandi impianti sperimentali. Rfx-mod ha conquistato nell'agosto del 2009 la copertina di Nature Physics con l'evidenza sperimentale di un nuovo stato di equilibrio elicoidale ottenuto grazie al sistema del controllo delle instabilità magnetiche del plasma.
06 aprile 2011