«Adesso salviamo il Piovego»

Chiesta la riapertura della porta d'acqua e il drenaggio del canale

    di Elvira Scigliano  PORTELLO. Fino al 1984 i padovani non potevano entrare liberamente nella Golena San Massimo. Poi sono arrivati gli Amissi del Piovego e fino ad ieri tutti potevano liberamente usufruire del gioiello cinquecentesco. Ma ora a mettersi di traverso «ci sono 1200 metri quadrati dell'associazione Vittoria -. Maurizio Ulliana, presidente degli Amissi, non nasconde la sua preoccupazione -. Nella delibera di Zanonato infatti si concede l'uso della golena fino a maggio per sei chiostri che somministreranno bevande. I lavori di installazione della struttura stessa hanno violato le prescrizioni e la legge statale in materia di tutela e visibilità dei monumenti e dei paesaggi (D.Lgs. 42/2004). E' un brutto passo indietro dell'Amministrazione nelle politiche culturali e giovanili. Da quando ci siamo noi il numero dei visitatori è cresciuto e sono qualche migliaio all'anno ma nel rispetto dei criteri di visibilità e fruibilità».  «Tutto questo - aggiunge - non è stato indolore: sono molti gli interessi speculativi che premono sull'area, diventata così bella e preziosa». Gli Amissi per la Golena hanno fatto molto e tanto continuano a fare. Basta fare alcuni esempi. Il leone marciano ora ricollocato sopra la porta fluviale del Castelnuovo era interrato, e così la cavana dedicata a san Prosdocimo. La galleria lunga circa 180 metri era inaccessibile e fango e terra ricoprivano le basi dei bastioni e parte del ponte delle Grade di San Massimo. E pensare che tutto questo rischiava di finire nelle mani di spacciatori e sbandati. E non è finita. «Chiediamo urgentemente l'apertura della porta acquatica, oggi assurdamente murata - dice Elio Franzin -. La sua chiusura sta provocando muffa sulle mura, mentre chiunque avrebbe capito che dipende dalla mancanza di riciclo d'aria. Inoltre, va drenato il Piovego di un metro per far riemergere la cannonaria, oggi inghiottita da acqua e terra».  Franzin ha già preso in mano la pala e per questo è stato denunciato. Paura del processo? «Se mi processano mi fanno un favore - ironizza -. Dopo ci scrivo un libro e fasso i schei». Mentre su Contin e la Vittoria il presidente onorario non si pronuncia «finchè non avrò visto gli incartamenti della Sovrintendenza».
    19 novembre 2010

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