LE STORIE

Sfollata in una locanda a pochi giorni dal parto

     VILLAFRANCA. Pochi minuti per raccogliere le cose indispensabili in una valigia e poi l'arrivo alla locanda «Al campanile», dove sono state sistemate le tre famiglie sgomberate ieri mattina. Rabbia per l'accaduto, per il sogno di una casa costata tanti sacrifici nella quale sono entrati tra la fine del 2008 e i primi mesi del 2009. R.C. tra pochi giorni sarà papà, con il primo crollo la moglie aveva dovuto ricorrere al medico per un malore. «Non posso gustarmi il momento più bello della nostra vita, ho dovuto lasciare anche la cameretta già pronta - racconta la donna - Dovrei trascorrere questi ultimi giorni in assoluto riposo, c'è tutto da organizzare mentre ora siamo fuori di casa. Il crollo di oggi non è l'unico problema, ci sono le infiltrazioni, la muffa sui muri e le lastre di marmo pericolanti dei poggioli. Le hanno sistemate in fretta il giorno dopo il crollo di ottobre». I guai per le famiglie sono iniziati poco dopo l'acquisto: sinistri scricchiolii sempre più forti, giustificati dai costruttori come «normali assestamenti». «I basculanti dei garage fanno filtrare l'acqua che passa anche in alcune stanze e dai poggioli, le crepe sui soffitti sono vistose, gli intonaci si sono staccati in diversi punti della casa - afferma C.T., civico 57, moglie e due figli di 8 e 11 anni - Ora ci sono i problemi organizzativi, i bambini che frequentano le scuole a Ronchi, il lavoro nelle vicinanze. Ci è stato proposto di trasferirci ad esempio a Vigonza, ma come possiamo fare?». Problemi simili a quelli di E.B. che vive al civico 63 anch'esso con moglie e due figli di 5 e 8 anni. «Noi abbiamo conciliato appena un mese fa altri difetti della struttura - racconta - I pavimenti dissestati perché le mattonelle erano state poggiate sul cemento grezzo senza massetto e quindi si staccavano, poi in tutte le case opere di finitura non completate nonostante le proteste...». La soluzione? «Non vogliamo rattoppi come la proposta di mettere travi di acciaio a sostenere il tetto coperte da cartongesso. Vendere è impossibile. Quindi o ci rifanno completamente le abitazioni o ci ridanno i soldi». (l.m.)
    02 novembre 2010
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