Alcol bandito nei kebab dell'Arcella

Dai titolari dei negozi (musulmani) un contributo alla sicurezza del quartiere

    PADOVA. All'Arcella la religione musulmana sta aiutando non poco a risolvere il gravissimo problema dell'alcolismo da strada, che, in genere, si riflette sulla sicurezza sia dei residenti sia dei passanti. Stiamo parlando dei sempre più numerosi kebab, dove, nel momento in cui un pakistano o qualsiasi altro straniero, di religione islamica, li prende in gestione, non vengono più vendute bevande alcoliche. Dai loro banconi viene bandita anche la birra, che, come tutti sanno, è la bevanda preferita sia dai tossicodipendenti che dagli spacciatori.

    I locali più noti dell'Arcella, dove si possono assaporare deliziosi e croccanti kebab, al prezzo medio di 4 euro, ma non si possono avere ai tavoli o per asporto bibite alcoliche sono l'Istanbul Kebab, che si trova in via Tiziano Aspetti 14 (quasi all'incrocio con il Cavalcaferrovia Borgomagno) e quello situato in via Guido Reni 38, quasi all'angolo con via Cardinale Callegari, a San Carlo. Entrambi gli esercizi pubblici sono gestiti da pakistani, provenienti dall'area di Guiranwala e Sargodha, due grandi città non lontano da Lahore.

    «I motivi per i quali noi pakistani, mussulmani praticanti, non vendiamo alcolici sono, esattamente, due - sottolinea Malik Farouq, titolare del kebab di via Reni -. Innanzitutto non commercializziamo bevande alcoliche perché ce lo impone la nostra religione. Abbiamo, però, deciso ugualmente di non vendere alcolici anche per tenere alla larga dei nostri locali gli spacciatori ed i tossicodipendenti, che, come è noto a tutti, specialmente all'Arcella ed in zona stazione, sono bevitori assidui di birra. Di conseguenza con la nostra scelta contribuiamo non poco a tenere più pulita e più sicura le zone in cui si trovano i nostri locali dal momento, come ci insegna la cronaca cittadina di tutti gli ultimi anni, sono stati numerosi gli episodi criminosi causati dallo stato di ubriachezza degli avventori». Il ruolo positivo dei titolari musulmani di kebab viene riconosciuto anche da alcuni consiglieri del Quartiere. «Il comportamento responsabile degli esercenti orientali a favore dell'ordine pubblico va elogiato in blocco- osserva Andrea Rossi, consigliere locale del Partito democratico-. I pakistani mussulmani dicono no alla vendita di bevande alcoliche anche se sanno benissimo di rinunciare ad una parte di profitto non indifferente. Pochi giorni fa sono andato a salutare il gestore di Istanbul Kebab. Ho visto quattro persone alzarsi dal tavolo ed andare via solo perché il titolare ha comunicato ai potenziali clienti che le piadine Doner ordinate non potevano essere servite da altrettante birre».

    © RIPRODUZIONE RISERVATA
    20 ottobre 2010
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