di Red. Pro.
E' l'amore per una donna il segreto di don Sante. Una giovane donna dalla quale ha avuto un bimbo che da poco ha compiuto nove mesi. Il paese lo sa. Molti amici di don Sante, preti e laici, lo sanno. Ora lo sa anche il vescovo Antonio Mattiazzo. Il problema è che don Sante vuole continuare a fare il prete. La segnalazione al vescovo è arrivata da una fonte sicura, una religiosa alla quale il sacerdote di Monterosso ha raccontato tutto fidando nell'amicizia. La suora ha obbedito prima alla Chiesa che all'Amicizia e si è confidata con monsignor Mattiazzo. Il vescovo ha deciso di non dar fiato allo scandalo. Non c'era già stato un altro parroco allontanato dai Colli in un contesto mai chiarito? Meglio evitare, dunque. Monsignor Mattiazzo ha convocato don Sante e gli ha chiesto se le voci giuntegli corrispondono alla verità. Don Sante ha negato ma al vecchio pastore il dubbio è rimasto e lo ha invitato prima a non celebrare più messa e poi a dimettersi, a lasciare la parrocchia. Don Sante ha detto no. Un colloquio di dieci minuti, secco e teso, e subito dopo il giovane prete si è ritrovato in strada, davanti alla sede del Vescovado. Solo, ma non domo. Anzi, convinto di non aver compiuto nessun atto riprovevole e sicuro che è la regola ad essere sbagliata. Don Sante tiene duro. Ha continuato a celebrare la messa venerdì e sabato scorsi. Poi domenica è arrivato l'emissario del vescovo che ha letto ai parrocchiani stupefatti una lettera nella quale si chiarisce che il prete non sarà più dietro all'altare. Ieri il mattino l'ha scritto ed è successo il finimondo: telefonate, e-mail, sms. I parrocchiani hanno capito.
Mattiazzo non ha voluto emettere un provvedimento di interdizione, nelle prossime ore sarà probabilmente costretto a farlo: domani è giorno di festa a Monterosso con la solenne celebrazione che proprio don Sante dovrebbe officiare. Si chiude la sagra e il parroco non vuole mancare. Il vescovo è stato invitato, come da prassi, e ora la domanda è: che farà, ci andrà? Officerà lui la messa, impedendo così a don Sante di proseguire in quella che per il vescovo è ormai una provocazione o lascerà correre, considerando l'episodio come l'ultimo della carriera di un prete che ha scelto di andare contro corrente? A differenza dell'ex direttore dell'emittente cattolica Telechiara, don Ugo Moretto, che scomparve per diventare genitore assieme a una giornalista, il quale ha rinunziato ai voti, don Sante recalcitra. Resiste a tal punto che desidera interpretare la propria vicenda personale come una rappresentazione delle difficoltà nelle quali si dibattono i sacerdoti. Rivendica il diritto dei preti cattolici ad avere una famiglia, a sposarsi, ad avere figli. Sostiene che sono in molti a pensarla come lui, fra il clero e fra i cattolici. Ma tutti si zittiscono davanti alla gerarchia. Don Sante tiene duro e chiarisce che dalla parrocchia se ne andrà solo se cacciato. Dalla metà di settembre si allontanerà per un periodo di ferie e al suo ritorno, quando scoccherà una data per lui simbolica, che ha già fissato e che ha condiviso solo con la compagna, proclamerà pubblicamente il suo fidanzamento. Rivelerà a tutti la relazione, rivendicherà il suo diritto ad amare non solo Dio. Lei, la compagna, è d'accordo. Don Sante non è propriamente un prete modello, per come lo intendono i più alti gradi della gerarchia ecclesiastica e molti suoi colleghi. Intende discutere dei temi del celibato e della castità, della pedofilia, della democrazia dentro la Chiesa e della somministrazione dei sacramenti ai separati. Ha voglia di urlare molte cose sulla gestione dei beni della Chiesa.
A cominciare dall'ex Seminario di Tencarola, il quale versa in un vergognoso stato di abbandono a causa di negligenze riconducibili ai religiosi che l'avevano in custodia formale, senza averla mai esercitata fino alla denuncia di questo giornale. Vuole dirle, le dirà e non sembra rendersi conto della bufera che avrà inizio. La Chiesa accetta tutto, purché avvenga in silenzio. Se don Sante si fosse dimesso e avesse accettato un temporaneo oblio, intorno a lui sarebbe scattata quella cintura di protezione che sempre viene fabbricata quando un prete decide di appendere la tonaca. Ma don Sante non coglie la contraddizione fra quel che programma per il futuro e quel «don» che ha scelto di farsi mettere davanti all'esistenza. La Regola, l'Obbedienza, non gli appartengono più. Sa che i suoi parrocchiani sono con lui e l'obiezione che un parroco non si elegge a furor di popolo, specie se ha una compagna e un figlio, non vuole sentirla. Chi gli ha parlato lo ha trovato irremovibile, caparbio.
Il suo segreto finisce qui, oggi, con queste righe che egli stesso ha offerto al mondo con l'orgoglio di chi lancia una sfida impossibile nella speranza che qualcuno la raccolga. O almeno lo aiuti a uscire dalla complessità in cui il destino lo ha cacciato.
23 agosto 2007